Storia di Sant’Eraclio

Notizie storiche:
Sant’Eraclio, grande frazione di Foligno, era anticamente un castello, tuttora esistente, posto a cavallo sulla via Flaminia.
Prende il nome da Eraclio, soldato romano convertitosi al Cristianesimo che, secondo la tradizione, in questo luogo subì il martirio nel 251.
Nell’VIII secolo venne eretta una chiesina, intorno alla quale sorse il primo nucleo abitato.
Nel XIII secolo il comune di Foligno eresse la torre di vedetta, utilizzata anche come rifugio per gli abitanti dalle scorrerie dei briganti.
Nel sec. XIV il castello è legato alla storia della famigli Trinci, il cui capostipite, Corrado I detto Trincia I faceva risalire le sue origini all’883.
Nallo Trinci, signore di Foligno dal 1305 al 1321, fece costruire il castello investendo una notevole somma di denaro mentre la popolazione fornì mano d’opera e pietre. Nel 1320 il Castello era terminato e Nallo vi si trasferì con la moglie Chiara. Alla morte di Nallo il Castello fu ereditato dal fratello Ugolino I Trinci.
Nel 1346 il re d’Ungheria Luigi I d’Angiò transitò per il castello diretto a Foligno ospite del signore di Foligno Ugolino II Trinci.
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Nel 1421 Corrado Trinci, vi mise a presidio un ufficiale che aveva il compito di provvedere alla riscossione di pedaggi e gabelle sulla via Flaminia: nel 1429 tale carica fu assunta da Pietro di Cola Molani da Bevagna.
Il 19 luglio del 1439 il cardinale Giovanni Vitelleschi, patriarca di Alessandria e vescovo di Firenze, comandante delle truppe che avrebbero poco dopo sconfitto i Trinci, così scriveva: “Sicché si può dire che Fuligno sia rimasto solo, perché oggi avemo avuto Sancto Racchio,il quale è su la porta di Fuligno, validissima fortezza e grande”.
Caduti i Trinci Sant’Eraclio si eresse a comunità parzialmente indipendente con un castellano (stipendiato con sei fiorini d’oro al mese), due consoli eletti da Foligno, e due massari.
Nel 1626 vi abitavano oltre mille persone.
Nel 1728 la libera comunità venne soppressa; nel 1750 gli abitanti si ribellarono a Foligno per le tasse troppo onerose a cui erano sottoposti e iniziarono una lunga causa a Roma che terminò soltanto sul finire del secolo quando il comune fu reintegrato con un proprio consiglio formato da 70 persone che provvedeva ad eleggere i magistrati. Durante la Repubblica Romana(1798) il consiglio nominò propri massari in nome del papa.
Con la Restaurazione rimase comune, definitivamente soppresso nel 1865.